Il palazzo

Il nostro palazzo

Palazzo Riccio è proprio lo stesso edificio composto da piano terra, risalente al 1720, e primo piano, datato 1794, in cui fin dai primordi dimorarono personalità di altissimo livello. Parliamo del già Sindaco di Lecce, il “magnifico” Gaspare Riccio (come viene indicato nei documenti d’archivio), amministratore del capoluogo intorno alla metà del settecento, e di Luigi Riccio, figlio di Gaspare, Governatore per anni della città di Gallipoli.

L’attestazione della presenza dei Riccio a Castiglione d’Otranto si può riscontrare in un atto di battesimo del 1715, nel Catasto onciario del 1745, dove il redattore, come altri, usa il cognome “Rizzo” al posto di Riccio ma l’identificazione con il noto Gaspare Riccio è inequivocabile, a motivo della sua provenienza e del suo considerevole patrimonio, che lo induceva ad essere tassato per circa la metà delle once del padrone di quella Terra, il barone Don Giorgio Castriota, dei marchesi di Botrugno. Nella struttura, che qui vi presentiamo, si accede tramite un ampio portone da cui il visitatore può accostarsi alle varie stanze della costruzione. Sulla porta d’ingresso si possono osservare una cornice modanata scolpita intorno all’anta esterna ed una soprastante l’architrave a mensola con al di sopra uno stemma gentilizio tutti scolpiti su pietra leccese.

Varcato il portone di legno, l’ospite trova davanti a sé un portico coperto con volta a botte ribassata da cui si accede ad un cortile scoperto interno e quindi alla reception della struttura ospitativa.
Sull’architrave della porta d’ingresso troneggia un’epigrafe latina “Anno Domini 1794” (Nell’anno del Signore 1794) e più in alto un blasone in pietra leccese raffigurante un riccio che divora un serpente (chiara l’allusione alla famiglia Riccio).

Da questa si accede poi a sinistra ad una camera da letto con bagno, ripostiglio ed ammezzato interni, coperta da una grande volta a padiglione avente imposta continua sulle murature perimetrali abbellita da un torello orizzontale e quattro foglie d’acanto scolpite, ciascuna in ogni angolo al di sotto della volta e al di sopra del torello.

A destra si accede invece ad una grande cucina-tinello coperta con una volta a padiglione e antico camino a muro. Tutte le altre stanze hanno la caratteristica della volta a padiglione e a stella composita.

Le ambientazioni seminterrate invece si completano con un antico granaio ristrutturato a cantina, adibita un tempo a frantoio oleario, con accesso da una porta sul cortile scoperto, posta a sinistra della porta della reception.

Palazzo Riccio è conosciuto, erroneamente, anche come Palazzo Mellacqua, proprio per un apparentamento avvenuto nel secondo decennio dell’Ottocento tra la casata di Gaspare, tramite la nipote Isabella, e quella di Andrea Mellacqua, figlio di Pasquale Mellacqua, nativo di Caprarica del Capo, e possidente proprietario terriero.

Le due distinte casate si apparentano e il primitivo nucleo abitativo dei Riccio si estende verso la chiesa, formando, nel corso del XIX secolo, un complesso abitativo di enorme portata e dimensione.
In conclusione, Palazzo Riccio è il luogo cardine del divenire storico-politico dell’intera municipalità, ideale per trascorrere in completo relax le proprie vacanze, ricco di fascino, accoglienza e “autorità”.

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